ll fondo è composto dalla documentazione prodotta e raccolta da Gino Bianco nell'ambito della sua attività, professionale, culturale e politica fra il 1959 e il 2005. Le carte conservate nel fondo testimoniano l'intensa attività pubblica di Gino Bianco, mentre sono marginali i documenti riguardanti alla sua vita privata e famigliare.
Carteggio:
L'archivio contiene così il ricco epistolario che Bianco intrecciò con circa 200 mittenti nell'ambito della sua attività professionale e politica. Nella serie carteggio è presente una sottoserie che ordina la corrispondenza non indirizzata a Bianco ma da questi conservata. Altra corrispondenza è presente nei sottofascicoli della serie "Documentazione raccolta e prodotta per argomento" , la quale ordina le carte ordinate dallo stesso Bianco per argomento, in cui documentazione di tipologia diversa - ma relativa a uno stesso oggetto di lavoro - era conservata assieme all'interno di una cartella.
Attività politica e associativa:
Nella serie sono state ordinate le carte inerenti la sua attività politica, principalmente come esponente del Partito Socialista Italiano, in cui si spese nell'ambito della ricerca storica, sociale ed economica. Si vedano le carte del Centro studi e ricerche sui problemi economico-sociali - CESES e del Centro studi del Partito Socialista. Essendosi trasferito per lavoro in Inghilterra già dal 1966, Bianco probabilmente ricoprì il ruolo di rappresentante del PSI a Londra e nell'Internazionale Socialista, come ampiamente testimoniato nelle carte della serie. L'attività politica di Bianco si lega inevitabilmente alla sua principale attività professionale di giornalista, in particolare come collaboratore dell'"Avanti!", principale organo a stampa del PSI.
Attività professionale:
La serie ordina le carte prodotte e raccolte da Bianco nell'ambito della sua attività professionale, in particolare come giornalista, in riferimento agli scritti editi conservati nell'archivio. La serie "Scritti editi" testimonia la collaborazione di Bianco con almeno nove testate giornalistiche e dodici riviste periodiche, dal 1959 al 1991. Sicuramente inedita e di particolare interessante la serie che ordina le carte inerenti l'attività di Bianco come inviato radio della RAI. Qui sono conservate le inchieste che Bianco produsse per la radio RAI in Inghilterra e i numerosi appunti utilizzati da Bianco per le dirette del Radio giornale RAI come inviato nei principali centri europei durante la stagione della caduta dei regimi comunisti e le guerre nell'ex Jugoslavia, tra il 1989 e il 1997.
Dattiloscritti e manoscritti di Bianco:
Una cospicua parte delle carte del fondo è costituita da dattiloscritti e manoscritti di Bianco reperiti sparsi durante il riordino, e che, se non imputabili ad altre unità tematiche, sono confluiti nelle serie "Dattiloscritti" e "Manoscritti". Altri scritti non editi di Bianco sono principalmente presenti nella serie " Documentazione raccolta e prodotta per argomento ".
Documentazione raccolta e prodotta per argomento:
La serie ordina la documentazione di diversa tipologia (stampa, rassegna stampa, dattiloscritti, manoscritti, corrispondenza, ecc.) raccolta per argomento di studio o lavoro da Gino Bianco. Si segnala le sottoserie inerenti il lavoro di Bianco sulle figure di Andrea Caffi e Nicola Chiaromonte. All'interno delle unità della serie sono presenti scritti editi ed inediti di Bianco, nonché parte della sua corrispondenza pertinente all'argomento dell'oggetto attorno a cui la documentazione si è stratificata.
Documentazione raccolta da Bianco:
Tre serie ordinano la documentazione raccolta da Gino Bianco e trovata sparsa nel suo archivio durante il presente riordino e non riferibile alle precedenti serie.
Fotografie:
La serie ordina le fotografie del fondo
Documenti personali:
La documentazione strettamente personale è confluita in una serie, si tratta principalmente di documenti burocratici, sanitari e inerenti argomenti strettamente famigliari.
Documenti biografici e materiali su Gino Bianco postumi
descrizione fisica fascicoli storia archivisticaGino Bianco, nato il 31 maggio 1932 a Torino e deceduto il 27 dicembre 2005 a Tuoro sul Trasimeno, ha avuto una carriera distinta sia come giornalista che come accademico, specializzandosi in storia moderna e contemporanea. La sua formazione si è svolta presso l'Università di Torino e l'Università di Genova, dove ha completato gli studi universitari alla fine degli anni '50.
Dal 1960 al 1964, Bianco ha lavorato come ricercatore presso l'Istituto di Storia Moderna e Contemporanea a Genova, concentrandosi su temi di critica sociale ed economica. Successivamente, tra il 1964 e il 1967, è stato a capo della sezione storica del Centro Studi Economico Sociale a Milano, dove ha approfondito ulteriormente i suoi interessi accademici e di ricerca.
Nel 1966, Bianco si trasferisce a Londra, dove assume la posizione di Fellow al Center of Contemporary European Studies dell'Università del Sussex fino al 1970. Questa esperienza internazionale ha arricchito il suo percorso professionale, permettendogli di collaborare con l'ufficio studi dell'Internazionale Socialista e di curare per Einaudi una raccolta di testi sulla rivoluzione industriale inglese e sul socialismo premarxista.
Parallelamente alla sua carriera accademica, Bianco ha sviluppato una prolifica carriera giornalistica. È stato redattore della rivista "Critica sociale" e ha collaborato con Indro Montanelli al "Giornale". Come corrispondente per "Avanti!", ha trattato temi significativi legati alla politica e alla storia, ampliando la sua influenza nel dibattito pubblico italiano e internazionale.
Negli anni '80, la sua attività giornalistica si è estesa ulteriormente quando è stato inviato nei paesi del socialismo reale per documentare il crollo dei regimi comunisti, e successivamente ha coperto gli eventi dal Medio Oriente e dai Balcani per la RAI.
Dopo una vita dedicata al giornalismo, all'insegnamento e alla ricerca, Gino Bianco è morto nel 2005 a Tuoro sul Trasimeno, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita. In suo onore, una biblioteca a Forlì è stata intitolata al suo nome, assicurando che il suo lascito intellettuale e i suoi contributi continuino ad essere accessibili a studiosi e lettori interessati.
Negli ultimi tempi era direttore responsabile della rivista una città, che ha poi organizzato e dedicato a Forlì una biblioteca al suo nome, in cui è conservata la sua bibiloteca e il suo archivio.
- 1932: Nasce a Torino il 31 maggio.
- 1956-1960: Studia storia moderna e contemporanea all'Università di Torino e poi all'Università di Genova, dove completa gli studi alla fine degli anni '50.
- 1960-1964: Lavora come ricercatore presso l'Istituto di Storia Moderna e Contemporanea, concentrandosi sulla critica sociale ed economica.
- 1964-1967: Direttore della sezione storica del Centro Studi Economico Sociale a Milano.
- 1966-1970: Si trasferisce a Londra come Fellow al Center of Contemporary European Studies presso l'Università del Sussex.
- 1970-1987: Inizia a lavorare all'Università del Surrey, continuando le sue ricerche e la sua docenza. Durante gli anni '70 e '80, collabora attivamente con riviste e periodici di rilievo internazionale, tra cui "Encounter", "Mondo Operaio", e "Survey", e diventa corrispondente per l'Internazionale Socialista a Londra. Lavora anche come giornalista per "Avanti!" e collabora con Indro Montanelli.
- 1977: Pubblica il saggio biografico "Andrea Canfi: l'intellettuale e il politico di avanguardia" e diventa redattore per la rivista "Avanti" a Londra.
- Fine anni '80: Invitato nei paesi del socialismo reale durante il crollo dei regimi comunisti. Diventa corrispondente dal Medio Oriente e dai Balcani per la RAI.
- 1999: Pubblica "Nicola Chiaromonte e il tempo della malafede".
- 2006: Pubblica "Socialismo e libertà: l'avventura umana di Andrea Caffi".
- 2005: Muore il 27 dicembre a Tuoro sul Trasimeno, dove aveva vissuto gli ultimi anni.
- Dopo il 2005: Una biblioteca a Forlì è stata intitolata a suo nome, conservando e rendendo accessibili i suoi lavori e quelli di altri importanti figure culturali e politiche.

